10 prodotti toscani da ordinare online


 

Siete già stati in Toscana e vorreste tornare subito tra i paesaggi maestosi delle nostre campagne? Non siete mai stati qui, ma vorreste tantissimo avere un’idea delle nostre atmosfere? Almeno con le papille gustative, tornare in Toscana è molto più semplice! Grazie alla vendita di prodotti toscani online, infatti, oggi potete ricevere comodamente a casa i prodotti tipici di queste terre. Così facendo, anche in questo periodo di lockdown, potete viaggiare con la mente, con il cuore e con il sapore. Ma quali prodotti biologici scegliere dall’ampia tradizione della Toscana? Ecco le 10 eccellenze toscane che non dovrebbero mai mancare dalle vostre tavole, e che potete acquistare online in qualunque momento!

 

1 - Il salame di Cinta Senese DOP

 

Chi può resistere a un buon bicchiere di vino accompagnato da qualche fetta di salame di Cinta Senese DOP? In un attimo vi sentirete teletrasportati nella campagna toscana! Il salame di cinta ha un sapore delicato e deciso al tempo stesso: quello che proponiamo noi è ricavato dai nostri maiali allevati in modo etico e allo stato semi-brado. Per organizzare un aperitivo in stile Toscano questo salame non può mancare dai vostri taglieri, magari abbinato a pane toscano, capocollo e prosciutto. I più creativi possono impiegarlo anche per dare un tocco originale a uno straordinario ragù fatto in casa. Sul nostro store di prodotti toscani online potete acquistare salame di Cinta Senese DOP, ricavato dai nostri maiali di Podere Risalso.

2 - La finocchiona IGP

La finocchiona è un insaccato tipico della Toscana, forse il più rappresentativo, preparato con carne di maiale aromatizzato da semi di finocchio e vino rosso. Dal 2015 è stata riconosciuta come prodotto di Indicazione Geografica Protetta, quindi la vera finocchiona deve essere esclusivamente prodotta in Toscana. Una curiosità: ne era ghiotto anche Machiavelli, che ne ha parlato in diverse sue lettere. L’uso del finocchio in passato era dovuto al costo eccessivo del pepe, oggi invece lo apprezziamo per il suo aroma inconfondibile. Questo “cugino” del salame va rigorosamente gustato in purezza, oppure accompagnato da pecorino e pane toscano. La tradizione suggerisce anche di gustarla in abbinamento alle fave fresche. A cena può essere servita anche in modo creativo, per esempio con degli spaghetti all’olio toscano accompagnati da finocchiona scottata e sfumata al vino bianco, il tutto guarnito da una spolverata di pecorino toscano. Potete acquistare la finocchiona Toscana IGP sul nostro store di prodotti toscani online. 

3 - Il pecorino toscano

Ancora un prodotto Toscano, ancora una storia millenaria! Pensate che persino Plinio il Vecchio ha accennato alla produzione di pecorino in Toscana nella sua “Naturalis historia”. Il pecorino toscano si produce con il latte intero di pecora, la sua pasta ha struttura compatta e tenace. Il sapore è fragrante e può spaziare dal dolce all’intenso, a seconda del grado di stagionatura. Potete gustarlo così com’è, magari abbinato a una composta di cipolle, alle fave, ai fichi, al miele o alla mostarda. Si accompagna bene a un Chianti Classico o a un Chianti Colli Senesi. In cucina potreste gratuggiarlo sui dei 

semplici spaghetti guariniti al pepe rosa o meglio ancora con i tradizionali pici toscani. Sul nostro store potete acquistare i pecorini toscani della famiglia Carai, arrivata in Toscana dalla Sardegna negli anni ‘50, e oggi orgogliosa di essere certificata dal marchio Agriqualità. I loro ovini, infatti, vivono su 400 ettari di terreno, producendo un latte che si trasforma in un pecorino unico al mondo. Sullo store di prodotti toscani online trovate diversi pecorini della famiglia Carai. 

4 - Il Capocollo di Cinta Senese DOP

Il capocollo in provincia di Siena è più propriamente chiamato “finocchiata”, èd un insaccato unico della tradizione italiana, ricavato dalla parte superiore del collo del maiale. Il più pregiato è, ovviamente, quello ricavato da suini di pura razza di Cinta Senese DOP. Il capocollo di Cinta ha una carne consistente di colore rosso, con delle caratteristiche striature bianche. Si gusta rigorosamente in purezza, o affettato in un panino: in Toscana non manca mai dal taglieri di antipasti delle grandi feste. Il prodotto contiene sale, pepe e aromi, la sua stagionatura varia dai 30 ai 60 giorni. Come tutti i nostri prodotti a base di maiale di cinta, vendiamo online un capocollo DOP ricavato esclusivamente dai migliori esemplari allevati allo stato semi-brado.  

 

5 - L’Olio Evo Toscano 

L’olio extravergine d’oliva è l’ingrediente segreto di ogni piatto della cucina toscana, ed ha una qualità talmente elevata da essere già straordinario quando gustato a crudo su delle bruschette fragranti. Pane senza sale e olio, in effetti, sono gli unici due ingredienti della fettunta, ovvero la tipica merenda dei bambini toscani. Sul nostro store potete acquistare on-line l’olio delle Fattorie Inghirami, una meravigliosa location qui a Volterra, in frazione Scornello. A Scornello l’olio si produce da moltissime generazioni, con olive delle migliori cultivar italiane, ovvero Moraiolo, Leccino e Frantoio. Questi tre tipi di olive, sapientemente miscelate, creamo un equilibrio unico, che valorizza e non sovrasta i piatti. La raccolta viene effettuata a mano ai primi di novembre, mentre la frangitura viene effettuata a freddo. Questo olio toscano biologico dall’aroma inconfondibile ha una bassa acidità e può essere conservato a lungo. Disponibile sul nostro store di prodotti toscani online in diversi formati.   

 

6 - Il lardo (e la crema di lardo) di Cinta Senese DOP 

Qui entriamo nel campo delle golosità più peccaminose: il lardo toscano si scioglie letteralmente in bocca ed è semplicemente irresistibile. Quello di Cinta è ancor più umido, dal sapore dolce e sapido allo stesso tempo, con le tipiche note di nocciola delle carni di Cinta Senese. Il segreto è assaggiarla su pane toscano caldo, appena tostato: il calore aiuterà il lardo a sciogliersi leggermente, rendendolo ancor più profumato. Per un aperitivo si possono preparare dei crostoni con lardo, pecorino, miele e rosmarino, mentre in cucina si abbinano meravigliosamente a bucatini o polenta, anche se gli chef più abili osano persino abbinamenti arditi con manzo, pesce e crostacei! Sul nostro negozio online oltre a proporre il lardo di Cinta Senese DOP, proponiamo anche una chicca: la crema di lardo di Cinta Senese DOP. Perfetta per dei crostini irrestitibile o per dare una marcia in più a un primo a base di pasta.

7 - Il prosciutto di Cinta Senese DOP 

II prosciutto crudo di Cinta Senese è semplicemente sublime, tanto ricercato quanto semplice. Non è molto grasso, ma la parte grasse ben si sposa a quella magra in un equilibrio organolettico straordinario. Ha un sapore intenso e prolungato, che ricorda quello della cacciagione. Pane e prosciutto, ovviamente, è il modo migliore di gustarlo: date un morso e vi sembrerà di passeggiare in una delle meravigliose città toscane nell’ora della pausa pranzo. Un pezzo di pane e prosciutto con un calice di vino, infatti, è la pausa ideale anche nelle città d’arte di questo angolo di mondo. Meglio abbinarlo a un calice di vino rosso, come ChiantiNobile di Montepulciano o Brunello di Montalcino. Sul nostro negozio online trovate lo stesso prosciutto che serviamo al ristorante da Beppino, prodotto dai nostri maiali di cinta allevati in modo etico. 

 

8 - I fegatelli di Cinta Senese DOP 

fegatelli di maiale sono un piatto toscano di origini antichissime, se ne parlava già in un libro di ricette del XIV secolo. Vengono preparati con pezzi di fegato di maiale avvolti nell’omento, aromatizzati con alloro o finocchio e cucinati in un tegame di coccio. Una volta cotti possono essere conservati anche per diversi mesi. Sono una vera e propria ghiottioneria, costituendo un secondo piatto ricco e delizioso, che non manca mai dalle tavole di Natale. Lo abbiamo sempre preparato al Ristorante da Beppino, e ora potrete riceverlo comodamente a casa vostra ordinandolo online! Si possono scaldare in pochi minuti, cuocendoli alla brace o in una padella ben calda. Si abbinano bene a un vino rosso fermo.



9 - Il rigatino di Cinta Senese DOP

Non osate chiamarla pancetta: il rigatino è una tradizione toscana e si fa con maiali toscani, come appunto quelli di Cinta. A differenza della pancetta si ricava dalla parte superiore del maiale, e non dalla pancia. Questo insaccato viene saporito con sale, pepe, rosmarino, aglio, buccia di arancia e buccia di limone, per poi essere portato a stagionatura per 40-45 giorni. Subito dopo è pronto per arrivare sulle vostre tavole, in tutto il mondo. Qui in Toscana amiamo gustare il nostro rigatino a fette sottili sottili, oppure tagliato su una fetta di pecorino scaldato in forno. Una ricetta tipica senese è quella del rigatino con gli aglietti freschi: si dispongono gli aglietti in un piatto accanto a delle fette di rigatino, poi si prepara un cartoccio con del sale. A questo punto non dovremo far altro che mettere il rigatino su un pezzo di pane, passare l’aglietto nel sale e mangiare tutto insieme: i sapori si combineranno in bocca, sprigionando aromi straordinari. Se poi ci abbinate anche un calice di Chianti, allora potete sentirvi dei veri re. Il rigatino DOP che vendiamo online è prodotto con i nostri maiali di cinta, allevati con estrema cura e attenzione. 


10 - Un calice di Vin Santo

E dopo tutti questi formaggi e salumi straordinari, non possiamo che chiudere con un bel bicchierino di Vin Santo! L’ideale fine pasto di qualunque cena toscana, in estate come in inverno. Il Vin Santo è un tipico vino da dessert, che in Toscana abbiniamo a biscotti secchi alle mandorle, come i tradizionali cantuccini. I cantuccini inzuppati direttamente nel Vin Santo sanno portare ogni commensale… direttamente in paradiso. Nel nostro negozio online trovate diversi marchi di Vin Santo, come il Vinsanto Vallepicciola Occhio di Pernice o il Vinsanto Dievole del Chianti Classico, entrambi prodotti in provincia di Siena. 


Vi è venuta l’acquolina in bocca vero? Allora questo è il momento giusto per preparare una cena o un aperitivo in stile toscano: acquistate online i prodotti della tradizione, portate la nostra regione a casa vostra!

 

 

 

 

 

I prodotti tipici toscani sono il segreto dei migliori piatti di questa regione, e sarebbe impossibile elencarli tutti. Ogni provincia ha decine di piatti tipici, che spaziano dalla cacciagione al pesce fino ai dolci più golosi. Anche oggi vogliamo farvi sognare la nostra regione, celebrandola con i piatti tipici di ciascuna provincia. Ovviamente non tutti i piatti possono essere legati a un’unica provincia, perché la cucina è fatta di commistioni e molte città si contendono i primati, ma possiamo usare questo gioco come un pretesto per iniziare a parlare di prelibatezze. Allora iniziamo il nostro viaggio gastronomico in Toscana, scoprendo i prodotti tipici toscani alla base della cultura di ogni provincia.

Arezzo: l’acquacotta

La verità è che ad Arezzo ci sono talmente tanti piatti tipici che abbiamo già l’imbarazzo della scelta. Regina della tavola è l’acquacotta, una sorta di zuppa al pomodoro con uova sbattute: è la zuppa dei pastori arrivati ad Arezzo dopo la transumanza. Tra i secondi celebri c’è la bistecca con l’acciugata, ovvero una straordinaria bistecca condita con acciughe, capperi e olio extravergine. Per gli appassionati dell’aperitivo ci sono invece i crostini neri, conditi cioè con carne macinata, fegatini, olio extravergine, acciughe e capperi. Da assaggiare anche la scottiglia (uno stufato di carni miste con pomodoro) e il pan co’grifi, uno street food a base di carne di vitello, cipolla, conserva di pomodoro, vino rosso, timo e chiodi di garofano.

Firenze: la fiorentina

Se la bistecca fiorentina si chiama così, un motivo ci sarà. Solo a Firenze potete mangiare la vera fiorentina, per la quale c’è un vero e proprio culto conosciuto in tutto al mondo. Questa bistecca, rigorosamente con l'osso, è forse il più celebre dei prodotti tipici toscani. Sono assolutamente da provare, però, anche la pappa al pomodoro, la ribollita o gli straordinari tortelli mugellani, ripieni di patate. Firenze è però anche street food, un calice di vino con pane e prosciutto è l’ideale per una passeggiata in centro. E per i più tradizionalisti, un panino al lampredotto è un’esperienza imprescindibile. 

Grosseto: i tortelli maremmani

Grosseto ben si allinea a tutta la cucina della Maremma, con i suoi sapori forti e genuini. Sulle tavole non possono mancare i tortelli maremmani alla ricotta e spinaci e conditi con pomodoro e tartufo, o con ragù. Per palati più fini c’è la bottarga di Orbetello, con uova di muggine o tonno esiccate e grattuggiate sulle bruschette o sulla pasta. In una giornata fredda vi riscalderà la zuppa di ricotta, preparata appunto con spinaci e ricotta. La provincia di Grosseto si affaccia sul mare, quindi c’è anche la tradizione della cucina di pesce: come il baccalà alla maremmana, che viene prima fritto e poi cotto con pomodoro.

Livorno: il caciucco

Una provincia di mare come Livorno non poteva che dare i natali al caciucco: pesce (sempre fresco) cotto e condito con pomodoro e aromi. Sempre di Livorno è anche la torta di ceci, che poi è stata adottata anche dai pisani con il nome di cecina. E se prendete un traghetto verso l’Isola d’Elba non negatevi una fetta di schiaccia briaca, un dolce a base di frutta secca, uvetta, alchermes e aleatico. 

Lucca: il biroldo

Dai primi al dessert, a Lucca non manca nulla per deliziare i vostri palati. Iniziamo dai tordelli lucchesi (non provate a chiamarli tortelli!): dei grandi ravioli a semicerchio farciti con con carne, uova, formaggio, bietola, pane ammollato e mortadella e serviti con ragù di carne. Altri piatti tipici sono la minestra di farro e la ricca zuppa alla frantoiana. Il farro usato è quello IGP della Gardagnana, altra eccellenza tra i prodotti tipici toscani. I piatti toscani includono ottimi secondi, e qui è da provare la rovellina alla lucchese (fettine di manzo fritte e ricotte nel sugo) e il biroldo, un insaccato a metà tra le coppa di testa e il sanguinaccio di maiale che ha ottenuto il presidio Slow Food. Dolce tipico è il buccellato: un pane con uva passa e anice spennellato di zucchero e uovo. 

Massa e Carrara: il lardo di colonnata

Dici Carrara, dici lardo di colonnata Igp: un salume iconico che stagiona appunto nelle conche di marmo di Carrara. Ed il lardo di colonnata è appunto uno degli ingredienti chiave di moltissimi piatti toscani. Si assaggia, ad esempio, accompagnato alle focaccette di Aulla, che ricordano le tigelle modenesi (arrivate qui durante la dominazione dei Duchi di Modenna). Tra i primi ci sono i tordelli alla massese, simili ai tortelli ma ripieni di carne macinata di manzo e maiale, pane, latte, uova, mortadella, prezzemolo, aglio, spinaci, parmigiano, sale, pepe e timo. Tra i secondi regna l’agnello, dato che a Zeri si alleva una razza autoctona detta Zerasca: anche l’agnello è spesso insaporito dal lardo di colonnata. Dolce tipico è la torta di riso, in genere preparata per la Pasqua: si prepara con riso carnaroli, uova, latte, scorza di limone e zucchero. Viene farcita da una crema alcolica e c’è chi la prepara persino aggiungendo mezza caramella alla menta.

Pisa: la zuppa alla pisana

Vero e proprio comfort food, la zuppa alla pisana potrebbe ricordarvi la ribollita, ma ha ingredienti speciali che la rendono unica, come ad esempio la cotenna di prosciutto. Tra i piatti toscani nati a Pisa c'è anche il mucco pisano, una bistecca macellata dall’incrocio tra mucca bruna alpina e toro del parco di San Rossore. E come dolce? Ovviamente una torta co’ bischeri, ovvero una golosissima crostata farcita con un impasto di riso, cioccolato, pinoli, uvetta e canditi.

Pistoia: la farinata con le leghe

Tra i piatti toscani che trova le loro origini nella città di Pistoia c'è il carcerato, anche se non è proprio alla portata di tutti: si tratta di una zuppa di pane raffermo con interiora di vitello. Era in effetti il piatto cucinato per i prigionieri del carcere di Pistoia. Più popolare e apprezzata oggi è la farinata con le leghe, ovvero una minestra di verdure a cui si aggiunge farina di mais e striscioline di cavolo nero, ottenendo un piatto unico. Da provare anche i fagioli al fiasco, un piatto preparato prodotto toscano presidio Slo Food: il fagiolo di Sorana. I dolci sono spesso con farina di castagne, ad esempio qui è molto diffuso un delizioso castagnaccio.

Prato: i cantuccini

Prato mette la firma sul miglior fine pasto tipico toscano: i cantuccini, biscotti che inzuppati nel vin santo vi teletrasporteranno in una sera d’estate in Toscana. Piatti tipici toscani di qui sono anche i sedani ripieni (sedani stufati o fritti con vitello, mortadella, uova e aglio) e la schiacciata, una focaccia croccante condita con olio e sale. Dovreste provare anche la bozza, il tipico pane di questa zona, e le pesche di Prato: dei pasticcini che somigliano alle pesche, perché intinti nel liquore alchermes.

Siena: i pici con il ragù di cinta

 

Se visitate Siena, magari in occasione del tradizionale palio, non lasciatevi sfuggire i tradizionali dolci senesi, come ricciarellicavallucci e panforte. I dolci senesi sono principalmente a base di mandorle, noci, frutta secca, miele e soprattutto spezie, un dettaglio inconsueto che li rende davvero unici. Sul salato, invece, non lasciatevi sfuggire alcun salume a base di maiale di cinta senese, che viene allevato esclusivamente in queste zone. Sono prodotti toscani che potete poi riportare a casa ogni giorno, acquistandoli dal nostro sito: prosciutto, lardo, capocollo e non solo. Il primo della tradizione sono invece i pici, degli spaghetti più grossolani preparati tradizionalmente con il sugo al’aglione o con un ragù di cinta senese.

 

 

 

La carne di maiale di Cinta Senese, oggi, fa parte delle tavole più raffinate del mondo, trasformando una prelibatezza Toscana in un prodotto di élite. Attualmente è possibile acquistare il prosciutto di Cinta Senese anche online, grazie a realtà come il Ristorante da Beppino con la sua Azienda Agricola Podere Risalso. La verità, però, è che la __Cinta Senese rimane un prodotto raro e ricercatissimo. Ma cos’è esattamente una maiale di Cinta, e perché è considerato così prezioso?

Per farvelo capire, noi che ogni giorno curiamo questi animali nel nostro allevamento etico, vogliamo raccontarvi la vera storia della Cinta Senese. Il maiale di Cinta Senese, infatti, ha rischiato seriamente di sparire dalle nostre tavole, se non fosse stato per le gesta quasi eroiche di alcuni allevatori . Oggi se ne produce pochissima, ma su ogni esemplare c’è la garanzia del Consorzio Tutela Cinta Senese, che garantisce la qualità delle carni. Ma procediamo con ordine, e raccontiamo la storia sorprendente del maiale più antico della Toscana. 

Un'origine antichissima

La cinta senese è un maiale dal mantello nero lucente, con una striscia bianca che ne cinge il torace: da questo particolare, in effetti, deriva il suo nome. Secondo molti storici veniva allevato già dagli Etruschi, per poi arrivare ai Romani e diffondersi in modo particolare in Toscana. Della presenza in Toscana ne abbiamo certezza, perché questi maialini neri e bianchi appaiono su molti affreschi sparsi nella regione. Uno su tutti è l’affresco del “Buon Governo” di Ambrogio Lorenzetti, capolavoro senese del 1338.

Probabilmente i toscani si sono affezionati a questa razza mansueta per la sua robustezza e per la capacità di adattarsi molto bene agli allevamenti all’aperto. Il maiale di Cinta ha prosperato in Toscana anche grazie alle peculiarità del territorio, all’ottima foraggiatura garantita dagli allevatori e alla cultura gastronomica della nostra regione, che da subito ne apprezzò le carni pregiate. Già nel 1500, infatti, il salame di Cinta Senese era considerato una prelibatezza.

C’è da dire che il maiale di Cinta raffigurato negli affreschi più antichi è leggermente diverso da quello contemporaneo, e che potreste incontrare "di persona" al Podere Risalso. Inizialmente, infatti, questo maiale aveva le orecchie dritte, assomigliando più a un cinghiale. Probabilmente venivano selezionati gli esemplari più piccoli e scattanti, per sfuggire ai predatori in caso di allevamento allo stato brado. Nel tempo la Cinta Senese è stata selezionata per essere più grande (oggi arriva intorno ai 300kg) e ha perso le orecchie da cinghiale.

Il declino e gli allevatori coraggiosi

Il maiale di cinta senese ha stabilmente abitato i boschi della Toscana fino agli anni Cinquanta, per poi iniziare un lento ma inesorabile declino. Perché? Probabilmente la Cinta Senese inizio a estinguersi a causa del successo di una razza più “commerciale”, ovvero la Large White. La Large White, detta anche Reggiana, è il classico maiale da allevamento arrivato in Italia nel 1873. Sicuramente aveva una resa migliore della Cinta Senese, cosa che convinse in molti a disfarsi della razza antica. Alcuni allevatori iniziarono anche a creare dei meticci tra Cinta Senese e Large White, comunemente detti “bigi” o “tramacchiati”. Così facendo non si ottenevano però le carni pregiate di cinta senese, nelle quali il grasso è ben distribuito, garantendo quella consistenza morbida ricercata in tutto il mondo, e dagli chef più esigenti. 

A salvare questo vero e proprio patrimonio dell’umanità fu, negli anni '80, l’intervento di alcuni allevatori locali, insieme alle istituzioni e all’Università di Firenze. Questi contadini avevano capito, infatti, che pur essendo più costosa da allevare, la Cinta Senese ha una qualità unica, che può renderla un prodotto d’eccellenza. L’operazione sembrava disperata, perché la Cinta Senese è poco prolifica e all’epoca al mondo esistevano solo 150 esemplari.

Oggi circa 140 fattorie, tra cui la nostra fattoria di Volterra, sono impegnate nel preservare questa razza. In Toscana si macellano circa 4000 esemplari l’anno: si tratta comunque di un numero esiguo, considerando che i prodotti di Cinta Senese sono richiesti in Italia e nel mondo. In futuro si spera di arrivare a una produzione annua di 15-20 mila suini, per consolidarne la diffusione. Proprio in queste settimane il presidente del Consorzio, Daniele Baruffaldi, ha invitato i giovani a cogliere questa occasione, investendo nella produzione di questa razza invidiata nel mondo.  La vendita online dei prodotti di Cinta Senese, infatti, rappresenta un'occasione unica, perché sono ricercati in tutto il mondo.

Presente e futuro: una garanzia di qualità

Oggi quasi tutti gli allevatori di cinta senese sono riuniti nel Consorzio di Tutela della Cinta Senese, e hanno ottenuto la Denominazione di Origine Protetta. Per essere DOP, i maiali di Cinta, devono nascere, crescere ed essere macellati esclusivamente in Toscana. Il consorzio garantisce l’appartenenza genetica di tutti gli esemplari alla razza della Cinta Senese, obbligando gli allevatori ad accoppiare questi maiali solo con altri maiali iscritti a un Registro Anagrafico. Solo così è possibile garantire la purezza della razza e, di conseguenza, la qualità delle sue carni. 

Secondo il regolamento, gli animali devono essere necessariamente allevati in spazi aperti, specialmente nei boschi. I boschi toscani forniscono alla Cinta Senese una alimentazione pregiata, sotto forma di castagni, lecci, cerri e corbezzolo. L’integrazione alimentare non può superare il 2% del peso dell’animale, inoltre almeno il 60% del cibo che viene dato a questi animali (foglie, ghiande e olive) deve provenire dalla stessa area geografica di produzione.

L'Azienda Podere Risalso, nel contesto di eccellenza Cinta Senese, prova ad alzare ulteriormente l'asticella, con un allevamento etico. Si estende su un potere di oltre 123 ettari, in parte boschivi e in parte agricoli, certificati biologici fin dal 2004. Gli animali sono allevati allo stato semibrado, e si nutrono di foraggi lavorati direttamente in azienda (orzo, farro e favino), che garantiscono l'aroma unico delle carni. Così si preserva anche il benessere fisico e psicologico degli animali, a tutto vantaggio della qualità straordinaria del prodotto finale.

Un sapore unico, che puoi ordinare on-line

Proprio all’alimentazione di qualità riservata a questa razza si deve l’eccellenza delle sue carni, che conservano gli aromi inconfondibili dei boschi toscani. Assaggiando un pezzo di lardo di Cinta Senese si possono percepire il sapore di nocciola e i profumi della campagna. Tutti i prodotti derivati dal maiale di Cinta hanno straordinarie qualità organolettiche, il grasso ha un colore rosato e una consistenza molto morbida, che in molte preparazioni si scioglie letteralmente in bocca.

Oggi consumiamo la Cinta Senese sia fresca sia come insaccato. La cinta è da assaggiare assolutamente come prosciutto DOPfinocchiona IGPsalame di Cinta DOPcapocollo di Cinta DOPlardo di Cinta DOPsoppressata di Cinta DOPspalla di Cinta DOP e fegatelli di Cina DOP. Per i palati più raffinati non manca una delizia come la crema di lardo di Cinta Senese Dop, preparata solo con lardo di suino di cinta, sale, pepe, aglio e rosmarino. Sono prodotti che da anni combiniamo con cura al nostro Ristorante Da Beppino, e che attualmente vendiamo online in tutta Italia e nel Mondo.

Tutti i prodotti riportano un marchio bianco di qualità per le carni fresche DOP e il marchio rosso DOP per i prodotti trasformati.  Acquistando online sul nostro sito potete essere certi di trovare prodotti di Cinta senese di qualità, DOP, certificati e pronti per essere consumati a casa vostra. Una storia millenaria da scoprire e rispettare, anche a tavola. 

 

 

 

Sapori di Toscana: sono tanti, irrestitibili e tutti di qualità. La cultura gastronomica della nostra regione, e l’abilità dei suoi contadini e allevatori, ci ha portato oggi ad avere oltre 16 prodotti DOP e 15 prodotti IGP. Molti di questi prodotti toscani, oggi, si possono anche acquistare online.. Elencare tutte queste eccellenze sarebbe impossibile, ma vogliamo fare un panoramica per raccontare quanti prodotti tipici questo territorio ha da offrirvi.

Carni e salumi toscani

Partiamo dal nostro piatto forte, ovvero la Cinta Senese. Il maiale di Cinta Senese è una razza tutelata dalla certificazione DOP. Potete ordinare online prodotti di cinta senese come il capocollo, il lardo, il prosciutto e i fegatelli. La Cinta Senese, ovviamente, non è l’unica razza garantita di Toscana: hanno certificazioni anche il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e l’Agnello del Centro Italia IGP

I salumi certificati in Toscana includono eccellenze uniche, tra cui: la Finocchiona IGP, il Prosciutto Toscano DOP, il Lardo di Colonnata IGP, i Salamini Italiani alla Cacciatora DOP e la Mortadella di Prato IGP.

Formaggi: i pecorini toscani

Dall’area di Volterra arriva anche lo straordinario Pecorino delle Balze Volterrane DOP, prodotto proprio all’ombra delle balze. Fa parte della grande tradizione dei pecorini toscani DOP, che potete acquistare online sul nostro sito o assaggiare presso il nostro Ristorante Da Beppino

Sua maestà, l'olio d'oliva toscano

 

Capostipite dei sapori di Toscana è però l’olio extravergine d’oliva, che ha conquistato qui innumerevoli certificazioni, e che potete sempre ordinare online. Tra gli oli più pregiati figurano l’olio extravergine d’oliva Toscano IGP, l’olio extravergine d’oliva Chianti Classico DOP, l’olio extravergine di oliva Lucca DOP, l’olio extravergine di oliva Terre di Siena DOP e l’olio extravergine di oliva Seggiano DOP.

Tutti questi ottimi oli, devono essere abbinati a un buon pane che non li sovrasti. Così possiamo ricordare uno dei sapori di Toscana più radicati nel territorio, ovvero il Pane Toscano DOP. Ingrediente fondamentale anche per la preparazione di piatti come la pappa al pomodoro. il pane toscano ha la caratteristica di essere completamente senza sale.

Legumi, castagne e aromi di Toscana

Meno noti e invece estremamente interessanti, anche per i vegetariani, sono i cereali certificati: a Garfagnana c’è il Farro IGP, nella Valdinievole si produce il Fagiolo di Sorana IGP. Delizioso anche il Fungo di Borgotaro IGP, che si produce nella zona di Massa Carrara. Spezia preziosa, e in grado di valorizzare ogni piatto, è invece lo Zafferano di San Gimignano DOP

Un grande numero di certificazioni è legato a tutto l’universo della castagna e delle farine di castagne. Sul Monte Amiata si trova la Castagna IGP, mentre sono DOP la Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagna della Lunigiana DOP. Altri prodotti tipici sono il Marrone del Mugello IGP e il Marrone di Caprese Michelangelo DOP

I sapori di Toscana più dolci

Chiudiamo la nostra panoramica dei sapori toscani certificati con delle note dolci: la prima è il prezioso miele della Lunigiana DOP. la seconda sono i Cantucci IGP, da accompangare al Vinsanto. I Cantucci si affiancano ad altri dolci toscani: i Ricciarelli IGP e il Panforte IGB, che non mancano mai dalle strenne di Natale. 

Con tutti questi sapori della Toscana c’è solo l’imbarazzo della scelta! Tu quale vorrai assaggiare per primo?

 

 

 

Se vuoi passare un weekend diverso dal solito, forse ti starai chiedendo cosa vedere a Volterra, una delle terre più sottovalutate di tutta la Toscana. Tra tutti i borghi toscani, infatti, siamo orgogliosi di dire che qui ci sono panorami unici al mondo, e storie ancora tutte da scoprire. Volterra è una cittadina medievale che domina la Val di Cecina: la sua posizione sopraelevata regala scorci indimenticabili, specialmente al tramonto. Forse non lo sapete, ma proprio per i suoi paesaggi è stata scelta come location del best seller “Twilight - New Moon”, che proprio a Volterra immaginava la sede di un concilio di vampiri, il borgo dei volturi. Non è un caso, quindi, se tra le vie del centro troverete qualche fan con un look alla Edward Cullen o Bella Swan!

Che siate appassionate di vampiri, o meno, questa città saprà comunque regalarvi ricordi indelebili e momenti romantici. Volterra ha una conformazione geologica unica, perchè è circondata da delle formazioni geologiche, dette balze, che conferiscono al paesaggio un aspetto davvero unico. Le balze sono formazioni di ghiaia, sabbia e argilla create in migliaia di anni e intercalate da profonde incisioni dette calanchi. Ma al di là delle caratteristiche geologiche, Volterra è straordinaria anche per le sue opere d’arte. Non a caso la città e candidata a diventare Capitale italiana della cultura 2022. Speriamo vogliate visitare le nostre terre, per questo ora vi suggeriremo cosa vedere a Volterra, per un weekend che piacerà a tutti.

1) Salire sulla torre di Palazzo dei Priori, nel cuore di Volterra

Qualunque itinerario per Volterra dovrebbe partire da piazza dei Priori, cuore della cittadina medievale. Qui si trova infatti il Palazzo dei Priori (ex Palazzo del Popolo), il più vecchio palazzo comunale della Toscana. Vi ricorderà certamente il Palazzo Vecchio di Firenze, ma questo di Volterra è stato avviato nel 1208, su progetto di Ricardo da Como. Custodisce alcune opere straordinarie, come un affresco del XV secolo di Pier Francesco Fiorentino raffigurante la Crocifissione, o le Nozze di Cana di Donato Mascagni, del XVI secolo. Il biglietto d’ingresso include anche l’accesso alla Torre Campanaria, da cui ammirare un panorama indimenticabile. In questo palazzo sono state girate anche alcune scene della serie televisiva “I Medici”

2) Ammirare Palazzo Pretorio e sorseggiare vino all’ombra della Torre del Porcellino

Sempre su piazza dei Priori si affaccia anche il Palazzo Pretorio, insieme al Duomo, al Palazzo vescovile e a Palazzo Inghirami, insieme alle dimore delle più influenti famiglie cittadine. La torre di Palazzo Pretorio, detta Torre del Porcellino, è considerata una delle più antiche della città. Il suo nome è dovuto alla statua di un maialino che spunta da una sporgenza. Un attento osservatore, tuttavia, noterà che la torre ha più di un maiale. Un altro è scolpito in rilievo alla base della torre. Sebbene la torre non sia aperta al pubblico, i turisti possono degustare un bicchiere di vino e prodotti tradizionali nel ristorante che ora occupa la parte inferiore della Torre.

3) Contemplare il soffitto del Duomo di Volterra

Il Duomo di Volterra, sempre in piazza dei Priori, è una splendida cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Fu costruito nel 1120, sui resti di una chiesa preesistente distrutta da un terribile terremoto. L’interno ha uno stile tardo-rinascimentale: ha un grandioso soffitto a cassettoni, decorato da motivi floreali e figure di santi. Al centro della volta è raffigurato l’Eterno Padre, frammento di un ciclo pittorico di Niccolò Circignani. Nella cappella dell’Adolorata si trovano due gruppi statuari preziosi, attribuiti ad Andrea della Robbia: il Presepio e l’Adorazione dei Magi. 

4) Scoprire la storia di Volterra al Battistero di San Giovanni

Il battistero sorge di fronte al Duomo e risale al XIII secolo. L’interno è in tipica pietra volterrana, mentre l’esterno è rivestito da marmi bianchi e verdi che incorniciano un portale in stile romanico pisano. Qui si trovano sculture di Mino da Fiesole, mentre la tavola sull’altare è opera del Pomarancio. Una curiosità, alla sinistra del portale si trova una iscrizione che commemora l’accorpamento del comune rurale di Monte Voltraio a Volterra

5) Lasciarsi sorprendere dai capolavori dell’arte al Palazzo Minucci-Solaini

Se non sapete cosa vedere a Volterra in un giorno di pioggia, potete rifugiarvi subito qui, e in ogni caso la visita è più che consigliata anche in estate. In questo palazzo di fine ‘400 ha oggi sede la Pinacoteca di Volterra, insieme all’Ecomuseo dell’Alabastro. La collezione ospita molte opere di grandissimo pregio, tra cui la celebre Deposizione della Croce di Rosso Fiorentino, l’Annunciazione di Luca Signorelli e il Cristo in Gloria di Domenico Ghirlandaio. All’ecomuseo dell’alabastro, invece, potrete ammirare opere in alabastro di Volterra, il più pregiato d’Europa. 

6) Camminare sulle orme degli Etruschi: la Porta dell’Arco

La Porta dell’Arco fa parte della cinta muraria in panchino della città, ed è traccia della presenza degli Etruschi. Fu questa popolazione a edificarla, nonostante i rimaneggiamenti prima romani e poi medievali, quando la città divenne libero comune. Si tratta dell’ingresso della città, ed è opposta alla seconda porta etrusca, ovvero Porta Diana. Sul fronte esterno è possibile ammirare tre teste scolpite, raffiguranti Giove (detto Tinia, dagli etruschi), insieme a Castore e Polluce, ovvero i due protettori della città. Una curiosità: quando gli americani arrivarono in Italia, alla fine della seconda guerra mondiale, i tedeschi provarono a distruggere la porta per ostacolare l’ingresso in città. La popolazione di Volterra li convinse a non farlo, occupandosi di costruirla entro ventiquattro ore. Oggi un bassorilievo nei pressi della porta commemora questa impresa.

7) Assaggiare le prelibatezze locali

Scommettiamo che dopo tutti questi consigli su cosa vedere a Volterra, vi sarà sopraggiunto anche un leggero languorino! Niente paura: tutti i ristoranti di Volterra, e i tanti agriturismi, sapranno deliziarvi con i prodotti tipici di questa terra. Inclusi i prodotti toscani in vendita online sul nostro sito, come il pecorino, il salame di cinta senese, il tartufo nero uncinato e la pancetta arrotolata. Ristoranti tradizionali, come il Ristorante da Beppino, sanno usare questi ingredienti con sapienza, rinnovandoli in combinazioni nuove e inaspettate, ma anche in piatti tradizionali come la zuppa alla volterrana e la trippa alla volterrana. Ogni anno a Volterra si tiene anche Volterragusto, un evento dedicato ai prodotti di Volterra e della Val di Cecina. 

8) Curiosare tra i banchi del mercato settimanale di Volterra

Il mercato di Volterra si svolge ogni sabato in Piazza Priori, ed è un’occasione unica per scoprire i colori e i profumi di un tipico mercato toscano. Tra salumi pregiati e artigianato locale, con un pizzico di fortuna si possono fare anche ottimi affari!

9) Scoprire l’ombra della sera al museo Guarnacci

Il museo Guarnacci custodisce le tracce della presenza etrusca a Volterra, ed è ritenuto uno dei più importanti musei d’arte etrusca al mondo. Qui è custodita una scultura detta “L’ombra della sera”: il nome le venne dato da Gabriele D’Annunzio, che vedeva nella sagome le stesse distorsioni delle ombre al tramonto. Gli appassionati d’arte antica hanno un'altra tappa da aggiungere nella loro lista di cosa vedere a Volterra: ovvero il Teatro Romano di Volterra.

10) Rabbrividire al Museo delle Torture

Per gli appassionati di storia, ma dallo stomaco forte, Volterra ospita anche un interessante museo della tortura, in piazza XX Settembre al civico 3. Qui potrete scoprire le tecniche e gli strumenti della tortura medievale, i macchinari utilizzati per la pena di morte e anche documenti della Santa Inquisizione particolarmente rari. 

11) Scoprire Volterra in bici, scooter o Vespa

Volete scoprire la città in modo diverso e divertente? Sono tanti gli operatori locali che propongono itinerari in bicicletta, vespa o scooter, mezzi ideali per scoprire ogni angolo del centro. Per chi invece ci tiene a una bella passeggiata, non mancano ovviamente itinerari a piedi… così avrete tutte le scuse per rifocillarvi con un bel panino toscano al prosciutto di cinta senese!

Ora sapete bene come organizzare un itinerario a Volterra: allora non aspettate, l’unica candidata Toscana a capitale italiana della cultura vi aspetta già oggi!